Andar per borghi: esperienze autentiche con i bambini
Viaggio nella Piccola Italia con i bambini, all’insegna della lentezza e del buon vivere, tra preziosi borghi aggrappati alla roccia, o baciati dal mare, per scoprire in famiglia scrigni di bellezza e tradizioni.
I borghi rappresentano infatti l’incontro armonioso tra natura e lavoro dell’uomo, con una vocazione innata alla sostenibilità: visitarli implica immergersi nella cultura e nelle tradizioni culturali, storiche ed enogastronomiche.
Ecco cinque borghi da visitare per un’esperienza autentica (e lenta) con i bambini.
Malamocco (Lido di Venezia)
Se siete in fuga da una Venezia troppo vezzeggiata dai turisti, raggiungete la piccola Malamocco, al Lido di Venezia.
Qui, dove Hugo Pratt visse e disegnò Corto Maltese, il tempo sembra essersi fermato, tra campielli, ponti e canali. Malamocco è un grumolo di case, sospeso tra mare e laguna, dove fermarsi ad assaporare una piccola Venezia più modesta, lontana dalla confusione. Tre piazze, un piccolo palazzo ducale, l’immancabile pozzo, un porticciolo e tre bacari dove cicchettare (trattorie locali dove mangiare i classici finger food veneziani) sarà tutto quello che vi serve per la vostra sosta idilliaca. I bambini? Lasciateli liberi di scorrazzare con i piccoli local nella spaziosa Piazza delle Erbe.
Montemerano (Grosseto)
Benvenuti nel Medioevo! Montemerano è un piccolo villaggio adagiato su una sinuosa collina della bella campagna toscana. Il centro storico, perfettamente conservato nel suo impianto medioevale, è cinto da mura armoniose a forma di cuore: un piccolo concentrato di quella fuggevole “toscanità” che tutti i viaggiatori vanno da sempre cercando. Passeggiate tra i vicoletti, dove gatti sornioni pretenderanno le vostre carezze, sostate nella scenografica e romantica la Piazza del Castello, che nella bella stagione si colora di fiori e panni stesi. Da qui, proseguite fino a via Italia, dove piccole botteghe vendono oggetti di artigianato, vino e olio d’oliva. Per portarvi a casa un pezzettino di Maremma.
Civita di Bagno Regio (Viterbo)
Uno sperone di tufo si staglia come un’isola improvvisa in un mare di argilla; unico collegamento col mondo è un lungo ponte pedonale, sospeso nel vuoto. È uno scenario di incanto surreale, la vista di Civita di Bagnoregio, per grandi e piccini: percorrete con stupore quel ponte e approdate alla “città che muore”, così chiamata per l’inesorabile sgretolarsi del tufo su cui è costruita, nonostante i drenaggi e le opere di consolidamento. Dalla piazza centrale con la chiesa di San Donato, bighellonate con i bambini tra i vicoletti stretti fino al belvedere. Qui la vista spazia sulla valle sterminata e selvaggia popolata di bianchi calanchi, alti pinnacoli naturali di argilla in perenne erosione.

Santo Stefano di Sessanio
Aggrappato su un fianco del Gran Sasso, a 1200 metri di altitudine, Santo Stefano di Sessanio racconta storie antiche di transumanza e storie moderne di recupero conservativo.
Passeggiando lungo i vicoletti lastricati tra le piccole case in pietra bianca calcarea, vi sembrerà di entrare nella scenografia di un film e di esserne voi i protagonisti: una pace irreale, nessun negozio di souvenir, nessun ristorante, un unico bar dove sostare prima di raggiungere Campo Imperatore, o la vicina Rocca Calascio. Grazie ad un progetto di albergo diffuso, il borgo è stato perfettamente restaurato, preservandone l’estetica e l’identità storica.
Cefalù
Chiudiamo questo breve percorso ispirazionale con una meta, Cefalù, che già profuma di vacanza estiva.
Incastonato tra una bianca falesia e il blu del mare, questo borgo marinaro offre tante attrattive in tutte le stagioni. Per salire sulla splendida rocca medioevale, ad esempio, è preferibile l’alito fresco della primavera, ma per un tuffo dalle scogliere o dalla lunga spiaggia, meglio aspettare l’estate.
Il bellissimo duomo, con preziosi mosaici bizantini, apre i cancelli tutto l’anno e i vicoletti caratteristici col profumo di salsedine sono un invito perenne al dolce e lento andar.
Buon viaggio, e soprattutto buon indugio!
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