L’accessibilità delle spiagge: un motivo in più per scegliere la Sardegna
Pensi alla Sardegna, e subito arrivano le immagini del mare cristallino, delle sabbie bianche, dell'entroterra selvaggio, e i profumi di mirto, di elicriso e ginepro portati dal maestrale.
Per le famiglie con un componente con disabilità, però, prima di quelle immagini arriva sempre una domanda molto più concreta: quella spiaggia sarà raggiungibile? Ci sarà una passerella fino all’acqua, un bagno accessibile, qualcuno in grado di aiutare a entrare in mare in sicurezza? La Sardegna, terra dove l’ospitalità è parte dell’identità culturale, sta rispondendo a questa domanda con un lavoro strutturato che merita di essere conosciuto prima di partire.
Il progetto “L’Isola che accoglie”: Alghero, Carloforte, La Maddalena e Orosei
C’è, in particolare, un progetto pilota virtuoso dedicato all’accessibilità delle esperienze balneari, messo in atto, per il momento, da quattro territori: Alghero, Carloforte, La Maddalena e Orosei. Si chiama “L’Isola che accoglie”, è promosso dalla Regione Sardegna ed è costruito grazie anche al contributo diretto delle persone con disabilità, attraverso le loro esperienze, i loro suggerimenti, il loro punto di vista.
Questo contributo è fondamentale per migliorare i servizi e rendere le spiagge e le informazioni turistiche più vicine alle esigenze di tutte e tutti, comprese le famiglie con componenti con disabilità che vogliono godersi la vacanza insieme, in serenità.
Per ognuna delle spiagge coinvolte nel progetto è prevista una scheda informativa dedicata, pubblicata sui siti dei Comuni interessati e sul portale ufficiale SardegnaTurismo. Ogni scheda permette di sapere in anticipo, prima ancora di partire, quali servizi trovare sul posto:
- passerelle di accesso fino alla battigia
- ausili per la balneazione, comprese le sedie “job”
- servizi igienici accessibili
- spogliatoi dedicati
- parcheggi riservati
- servizi di assistenza in spiaggia
Le informazioni complete sul progetto sono disponibili sul sito regione.sardegna.it.

Le spiagge sarde dove l’accessibilità non è un’eccezione
Oltre al progetto regionale, in diverse zone dell’isola Comuni e stabilimenti balneari si sono dotati autonomamente di infrastrutture per l’accessibilità: passerelle fino all’acqua, servizi igienici dedicati, parcheggi riservati e sedie “job” o anfibie, pensate per permettere alle persone con disabilità motoria di muoversi sulla sabbia e fare il bagno in sicurezza. Ecco una selezione organizzata per area geografica:
Gallura e Nuorese
Rena Bianca, una delle più virtuose, con passerelle fino all'acqua, bagni e docce accessibili, parcheggi dedicati e sedie “job”; La Cinta e Cala d’Ambra, con parcheggi vicini e passaggi agevolati; Pittulongu e Porto Istana, con bassi fondali, perfetti per la balneazione assistita; Lu Nibaru e Sant’Anna, totalmente accessibili, con parcheggi riservati, comode passerelle in legno o plastica e servizi dedicati; Berchida, con livelli diversi di accessibilità e ausili dedicati e fondale che digrada dolcemente.
Sassarese e Alghero
Platamona Rotonda, uno dei litorali storicamente più attrezzati con passerelle estese, piazzole d'ombra dedicate e sedie “job”; Porto Ferro e Argentiera, con passerelle e piazzole di sosta ombreggiate e protette; Scoglio Lungo e Balai, con supporto di associazioni locali per l'ingresso in acqua.
Cagliari e Costa Sud
Poetto, la spiaggia urbana di Cagliari, con sette stazioni balneari gestite da una cooperativa; Nora e Santa Margherita, con sei postazioni attrezzate con ombrelloni; Simius, con fondale basso, parcheggi vicini, ingressi facili e passerelle sulla sabbia.
Ovest e Sulcis
Torre Grande, con una piattaforma in legno di 50 metri quadrati, otto lettini e quattro ombrelloni, una sedia job e una passerella; Porto Pino, dove l’accesso tramite passerelle è lungo le dune; Bosa Marina, con spiaggia riparata e buone infrastrutture pubbliche di accesso.

Come orientarsi: mappa e contatti prima di partire
Questa è solo una selezione: la mappa del sito sardegnaccessibile.com raccoglie altre spiagge accessibili in tutta l’isola, cercabili per zona di vacanza.
Prima di partire, resta comunque una buona regola contattare direttamente il Comune o lo stabilimento balneare di riferimento, per verificare la disponibilità dell’assistenza nei giorni e negli orari in cui si prevede di andare in spiaggia: i servizi, soprattutto quelli gestiti da cooperative o associazioni locali, possono avere turni e coperture variabili durante la stagione.
Leggi anche l'articolo Croazia con i bambini: mare, monti e città d'arte




